Organizzare l’Impresa: Lezioni pratiche da esperienza concreta

Proviamo ad abbozzare un consuntivo (parziale, c’è ancora moltissima strada da fare!) di esperienze e lezioni apprese in tanti anni di lavoro?

Lungo la strada affrontiamo sfide ed errori ogni giorno. Questi tempi sono impegnativi ma offrono opportunità di apprendimento e crescita ineguagliabili.

Cerchiamo allora di dettagliare gli sforzi per evitare di fare lo stesso errore due volte.
L’elenco è lungo, ma buono 🙂

1. Stabilire presto un metodo
Quando si avvia un’attività, spesso le decisioni sono  assunte in modo relativamente estemporaneo. Colpa dell’entusiasmo.

Quando il business si basa sulla disciplina della pianificazione e del metodo di lavoro arrivano le decisioni lungimiranti. 

Dobbiamo iniziare da subito con una solida base di metodo e procedure per fondare qualsiasi scelta su dati e valutazioni oggettive.

2. Concentrarsi sull’Azienda e non solo sul prodotto
“La tua azienda dovrebbe essere il tuo miglior prodotto” è una citazione che adoro.
La  nostra Azienda non è fatta solo di prodotti. Sono le persone e i processi che la rendono una IMPRESA.

Ogni mese/trimestre prendiamoci il tempo per concentrarci sull’Azienda: come stanno le nostre persone e i nostri processi? Cosa funziona, cosa non funziona e cosa possiamo migliorare?

È importante investire tempo nella valutazione e nel miglioramento costante di persone e processi. Tutto il resto va a posto da sé 🙂

3. Non rallentare il proprio sviluppo personale
Per sviluppare la nostra Impresa, dobbiamo imparare e crescere costantemente. Se si desidera aumentare il tasso di crescita… è fondamentale
aumentare il tasso di apprendimento. Più leggiamo -e applichiamo- ciò che apprendiamo, più velocemente cresciamo.

4. Sentirsi a proprio agio nel disagio
Impegnarsi nell’apprendimento continuo è svolgere metà del lavoro. L’altra metà richiede di applicare ciò che impariamo. 

Può essere difficile e persino “doloroso” imparare ed applicare cose nuove. 
Crescere è scomodo. 

Quando ci spingiamo al limite della nostra zona di comfort, cresciamo con un processo che può essere scomodo. Insomma, bisogna imparare a sentirci a nostro agio nel disagio.

5. Sparare proiettili, solo dopo passare ai missili
Uno degli errori che facciamo più spesso è consentire ai progetti di gonfiarsi in quelle enormi entità sovrumane ed extraterrestri che richiedono un tempo infinito per essere seguite e talvolta finiscono per non avere l’impatto che speravamo. 

Chi non ha, per esempio, speso tempo e vita in campagne o strategie di marketing che hanno richiesto molto più tempo di quanto avrebbero dovuto e che hanno avuto un impatto risibile?

Per evitare di investire troppo tempo in qualcosa che potrebbe non funzionare (e per controllare la portata dei progetti), applichiamo il concetto dello “sparare proiettili prima dei missili”. Fossi un bravo ragazzo direi di usare un mindset Agile, molto di moda. Ma si tratta solo di buonsenso.

E’ molto più efficace iniziare in piccolo, quindi testare e regolare, testare e regolare e continuare a modificare fino a quando non riteniamo di andare a pieno regime. Che si tratti di un nuovo prodotto, di un nuovo processo o di una nuova strategia, chiediamoci come provarlo prima su piccola scala e quali risorse siamo disposti a investire per il test. 

Un suggerimento per aiutare a identificare se il nostro “campione” è delle dimensioni ideali è quello di ridurne la portata fino a quando non ci sono inter-dipendenze. Se non ci sono collegamenti con altri progetti o team, il nostro progetto pilota è abbastanza focalizzato.

6. Va bene dire di no ad alcuni clienti per dire di sì ad altri
All’inizio della nostra avventura imprenditoriale abbiamo tutti la tendenza a fare promesse inverosimili ai nuovi clienti per guadagnare anche il più piccolo contratto.

Con il tempo dobbiamo imparare a guardare alle attività commerciali in modo strategico ed a valutare se acquisire un cliente rappresenti un bene per il cliente e per la nostra azienda.

I “bagni di sangue” non servono a nessuno.

7. Non lanciare prodotti e promozioni troppo presto
Quando molti clienti chiedono “novità”, spesso temiamo che ci abbandonino prima di essere in grado offrire il nuovo prodotto/servizio. 

Quindi… annunci come non ci fosse un domani per cose che si stanno pianificando di realizzare. 

La cosa divertente della vita è che di solito non tutto va secondo i piani. Sorgono problemi che ti costringono a stabilire delle priorità. Ciò su cui iniziamo a lavorare non finisce sempre al cliente, perché possono sorgere problemi e altre priorità. 

I teaser, le campagne di lancio -preliminare- dei prodotti, meglio lasciarle a chi offre buonissimi biscotti con crema alla nocciola. Loro possono/sanno rischiare.

8. Focus significa anche dire NO
Avere troppi progetti e priorità in pista contemporaneamente ci porta ad un impegno schiacciante su attività che impiegano un’eternità per essere completate. 

Una delle lezioni che dovremmo ripeterci costantemente è che concentrarsi significa dire NO. 

È estremamente difficile dire no ai clienti, no alle buone idee e no alle buone opportunità – ma è talvolta cruciale per attuare i nostri piani e la nostra strategia. No non significa -no per sempre-, spesso può significare non adesso.

9. Non rappresentare il collo di bottiglia, delega!
Quando si avvia un’attività, si deve fare di necessità virtù e fare un pò di tutto in autonomia. 

La cosa interessante è che ciò che ci rende competitivi inizialmente (siamo dei tuttofare) è anche ciò che può danneggiare la nostra attività a lungo termine. Per crescere, dobbiamo essere in grado di delegare. Non possiamo fare tutto da soli.

È difficile perché la nostra attività… è il nostro bambino 🙂 ed è difficile lasciarsi andare e fidarsi di qualcun altro. Ma se non lo facciamo, saremo sempre il primo collo di bottiglia che impedisce alla nostra Impresa di crescere. 

Questo è il motivo per cui è così importante stabilire aspettative e risultati chiari che desideriamo che il nostro team raggiunga. 

10. Comunica con la tua squadra in modo “strutturato”
Micro Impresa? Nessun problema, tutti parlano regolarmente con tutti, tutti allineati sugli obiettivi e consapevoli dei problemi che ribollono. 

Con la crescita, la comunicazione inizia a guastarsi. Le persone non si parlano regolarmente, allontanandosi dalla visione e dalla ragione alla base delle decisioni verso gli obiettivi e i piani stabiliti. 

Per superare questo problema, bisogna strutturare e organizzare la comunicazione interna. 

Organizzare un diario delle attività settimanali, che informi tutti su quello che accade in uffici e reparti. Definire protocolli e procedure per trasmettere e verificare le informazioni che devono fluire come linfa in ogni funzione e processo dell’Azienda.

11. Impostare aspettative e metriche chiare per tutti.
Chiunque si unisca a una piccola startup è di solito molto motivato. In questo caso è facile valutare se i primi assunti soddisfano le aspettative perché ci troviamo sempre molto “vicini” a loro. 

Man mano che la nostra Azienda cresce diventa molto più difficile sapere se le persone ottengono i migliori risultati.

Per ovviare a questo problema è indispensabile definire per ogni ruolo degli indicatori di performance (KPI) e dei risultati chiave.

Queste misurazioni sono strumenti indispensabili per misurare le prestazioni, istruire le persone quando sono sotto-performanti, nonché strumenti per valutare se un candidato si adatterà ad un nuovo ruolo.

12. Assumere sia senior che giovani talenti
Una piccola impresa con un budget minimo per i nuovi assunti ha spesso solo una soluzione fin troppo semplice: stagisti e assunzioni di livello base. 

I vantaggi sono molteplici, ma il rovescio della medaglia è che queste figure non hanno l’esperienza per prendere decisioni importanti che possono avere implicazioni vitali per il nostro business.

Attirare una figura senior significa fare affidamento subito sul suo contributo, percepito immediatamente in ogni attività che svolge. 

Disporre di un collaboratore esperto può anche aumentare la nostra fiducia nella delega. Un risultato di per sé di grandissimo valore

Dobbiamo essere in grado di mantenere un equilibrio fra giovani talenti e collaboratori senior per apprezzare l’impatto immediato ed a lungo termine che potranno apportare alla nostra attività.

13. Essere molto disciplinati nel processo di onboarding
Ho visto processi di inserimento di nuovi collaboratori…fantasiosi.

Man mano che si cresce in dimensioni, bisogna apprezzare l’importanza di un processo di onboarding per i nuovi assunti disciplinato e metodico, in modo da poter trarre il massimo dai loro primi 3 mesi con noi. 

Cosa significa “disciplinato e metodico”? Dobbiamo predisporre un programma di inserimento dei nuovi collaboratori che preveda informazioni sugli obiettivi dell’Impresa, sulle mansioni, sulle procedure, sui KPI, sugli strumenti, ecc ecc. Se ti interessa un confronto sull’onboarding Puntoexe dammi un cenno, mi piacerebbe discuterne.

È  importante assicurarsi che si condividano i valori fondamentali e la nostra visione in modo da predisporre ogni attività per il naturale successo. 
È anche importante condividere con loro un pò della nostra storia, delle sfide chiave e delle nostre priorità come Impresa. 

***
Non esiste un manuale per avviare e gestire la nostra attività. Ciò che funziona per alcune aziende potrebbe non funzionare per altre. 

Commettere errori fa parte della vita. L’importante è imparare dagli errori ed usare quelle lezioni per andare avanti e andare avanti e andare avanti! 

Francesco Smorgoni

Fondatore di Puntoexe, imprenditore ad Impatto7, creatore del primo metodo in 6 fasi per la semplificazione delle attività dell'Impresa. Speaker e Podcaster

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