Problem Solving: 3 Metodi per il Brainstorming

“L’espressione brainstorming, o brain storming, in italiano “raccolta di idee”, (letteralmente “assalto mentale”, o “tempesta di cervelli”) è una tecnica creativa di gruppo per far emergere idee volte alla risoluzione di un problema. Deriva direttamente dal metodo delle Quaestiones disputatae delle Università medievali”.
https://it.wikipedia.org/wiki/Brainstorming

Possiamo essere certi che tutte le grandi idee sono passate da concetti ed approcci diversi prima che le persone le considerassero originali o addirittura rivoluzionarie.

Questo ci dovrebbe aiutare a demistificare la visione secondo cui i geni hanno periodicamente immani lampi creativi e, subito dopo, concepiscono un’idea e la applicano magicamente.

A noi piace la concretezza, piace ragionare con i piedi per terra e per tentativi.
Cosa meglio del processo di brainstorming, allora? Cosa meglio dell’ annotare le idee più diverse e scremarle fino a quando non si ottiene un risultato soddisfacente, in conformità ai nostri obiettivi?

Ovviamente questo vale soprattutto nel nostro ambiente di lavoro.

Se investiremo del tempo in diverse tecniche di brainstorming, per esempio, ci renderemo conto di potere esplorare idee che sembravano inapplicabili, ma che potrebbero sorprenderci con la loro efficacia quando elaborate e “messe a terra” in gruppo.

È possibile utilizzare tecniche diverse per le situazioni più diverse. Dalla identificazione del nome di un prodotto (o di una nuova Azienda), al modo migliore per modellare un processo o un flusso di informazioni, fino alla definizione di strategie e tattiche commerciali.

Che cos’è il brainstorming?
Tra gli anni ’30 e ’40 del secolo scorso, il pubblicitario Alex Osborn sviluppò una dinamica che voleva stimolare un gruppo a creare -letteralmente- una tempesta di idee e spunti. Da allora, un susseguirsi di elaborazioni e perfezionamenti.

Il concetto si riconduce in sostanza nell’indire riunioni per la raccolta di suggerimenti e idee in merito al tema dell’incontro – senza esprimere nessun giudizio su quanto possano sembrare insoliti – da ciascun membro presente.
L’attività prevede che tutti possano discutere per affinare le caratteristiche di ciascun contributo fino a raggiungere il risultato desiderato.

Potremo usare questo metodo davvero per tutto, dallo sviluppo di nuovi prodotti al problem solving meno “strutturato”.

Valutiamo come applicare alcuni metodi di brainstorming (ne vedremo 3, ce ne sono molti altri) per identificare soluzioni che un’Impresa non potrebbe mai ideare senza un lavoro che metta in comune tante menti.

Metodo post-it
Dedicare una lavagna o uno spazio a parete per la creazione di idee può alleviare la pressione in un ambiente che tende a giudicare le idee creative dei membri di un meeting. In pratica, ogni volta che qualcuno ha un’idea, inserisce un post-it nello spazio che avremo riservato per questo metodo di brainstorming.
Vale anche la pena determinare un intervallo di tempo per apporre i propri suggerimenti.

L’attività da svolgere é relativamente semplice: riunire la nostra squadra e armarla di post-it e penne. Avendo comunicato e chiarito lo scopo del brainstorming.
Credo che vada fatta qualche riflessione sul comunicare con -ampio- anticipo lo scopo della riunione; il rischio é quello di mettere a repentaglio freschezza e spontaneità delle idee.

Alla fine dell’intervallo di tempo definito, chiederemo a tutti di presentare le proprie idee, una alla volta ed uno per volta, spostando il post-it nell’area del muro delle “idee presentate”.
Per evitare pre-elaborazioni, a mio parere è utile fare appiccicare tutti i post-it prima di iniziare la presentazione, così da evitare correzioni o cambi di idea prima della presentazione.

Dopo un ulteriore periodo di tempo, chiederemo ai partecipanti di commentare le idee altrui e di raccoglierne alcune in una terza area sul muro: “idee da perfezionare dal gruppo”.

Alla fine delle discussioni, creeremo un nuovo post-it, riassunto ciò di cui il team ha discusso collegando diverse idee. Quindi lo posizioneremo nella area iniziale del muro.
Con questa pratica raggiungeremo l’obiettivo di stimolare tutti con una pioggia (non serve la tempesta-storm 🙂 di suggerimenti e, alla fine, lavorare dando forma ad un’idea definitiva.

Potremo ovviamente ripetere questi passaggi tutte le volte che è necessario fino a quando non otterremo un’idea -e un consenso- finali.

Tecnica del “brainstorming inverso”
Questa inconsueta tecnica di brainstorming consente a tutti di visualizzare e identificare l’obiettivo finale.
Per esempio, “come migliorare il servizio ai consumatori del punto vendita”, quindi iniziare a suggerire risoluzioni per una sfida opposta.
In questo caso, potrebbe suonare così: “come peggiorare i rapporti con i clienti”.
Attraverso i suggerimenti del nostro team, sarà possibile -analizzare le idee al contrario- e, successivamente, raccogliere soluzioni creative e insolite.

Questo è anche un ottimo sistema per rimuovere il classico blocco mentale delle persone che partecipano alla riunione.
Perché? Fare il contrario è una forma di trasgressione che fa lavorare il nostro cervello molto più liberamente.
E’ una tecnica che va provata almeno una volta. E’ divertente, crea empatia e, soprattutto, crea -soluzioni-.

Mappe mentali

Conosciuta anche come “Mindmapping”, questa tecnica di brainstorming è semplice e ha di norma ottimi effetti sui partecipanti, in parte dovuti alla sua facilità d’uso.

Esistono centinaia di pubblicazioni sull’uso delle mappe mentali.
Sinteticamente, proviamo a prendere in considerazione questa procedura:

Passaggio 1: scriviamo un’idea centrale su un foglio bianco
L’idea centrale è il punto di partenza della mappa e rappresenta l’argomento che stiamo per esplorare.

Dovrebbe stare al centro della pagina e dovrebbe includere un’immagine o un colore che si adatti all’argomento. Questo attira l’attenzione e innesca le associazioni, poiché il nostro cervello risponde meglio agli stimoli visivi.

Passaggio 2: aggiungiamo rami alla mappa

Il prossimo passo per far fluire i nostri spunti creativi (bella questa, vero?) è aggiungere rami. I rami principali che scorrono dall’immagine centrale sono i temi chiave. Potremo esplorare ciascuno dei temi in modo più approfondito aggiungendo rami secondari.

Il bello di una mappa mentale è che possiamo continuare ad aggiungere nuovi rami e non siamo limitato a poche opzioni. Ricordiamo che il modo in cui la mappa mentale si estenderà seguirà naturalmente l’aggiunta di idee.

Passaggio 3: aggiungiamo parole chiave

Quando aggiungiamo un ramo alla nostra mappa, dovremo includere un’idea chiave. Cerchiamo di mantenere questa idea il più breve possibile; questo ci permetterà di -innescare- un maggior numero di associazioni rispetto a frasi più lunghe e complesse.
Limitare le parole delle idee chiave su ogni ramo funziona bene anche per raggruppare le informazioni in argomenti e temi fondamentali.
Ancora, l’uso di parole chiave innesca connessioni nel cervello e consente di ricordare una maggiore quantità di informazioni.

Passaggio 4: includiamo immagini
Non dimentichiamo di aggiungere immagini e altri elementi visivi alla mappa mentale perché le immagini hanno il potere di trasmettere molte più informazioni di una parola, una frase o un testo.

Perché questo è importante? Le immagini vengono elaborate istantaneamente dal cervello e fungono da stimoli visivi per richiamare le informazioni. Sono anche un linguaggio universale in grado di superare qualsiasi barriera linguistica.

Ed essere creativi è proprio questo: collegare idee che apparentemente non hanno relazione l’una con l’altra.

Teniamo sempre presenti questi semplicissimi suggerimenti:

1) Nessuno è perfetto: non concentriamoci sulla creazione della mappa mentale perfetta. Lasciamo che l’idea centrale esploda verso l’esterno, senza provare a modificarla; basta seguire i pensieri.

2) Non schierarsi: non c’è bisogno di essere totalmente logici o totalmente creativi.
La verità è che per la creatività sono necessari entrambi i lati del cervello. Le mappe mentali sono utili proprio perché consentono facilmente ad ogni parte del cervello di attivarsi e stabilire connessioni.

3) Usare il colore: l’uso del colore è un modo semplice e coinvolgente di raggruppare idee e concetti quando creiamo una mappa mentale. Ci aiuta a tenere traccia degli spunti e a seguire meglio il flusso delle idee.

4) Approfondire in passaggi successivi: più approfondiamo, migliore sarà la comprensione che avremo quando si tratterà di entrare nel merito degli argomenti. Ogni nodo sulla mappa ha il potenziale per diventare a sua volta una mappa.

***

Come applicare efficacemente i metodi di brainstorming

Ovviamente, per avere più probabilità di organizzare un incontro produttivo, pieno di buone idee, è utile comprendere a fondo il metodo di brainstorming per applicarlo in modo strutturato, organizzato e assertivo.

Non cadiamo in errore pensando che i metodi di brainstorming non funzionino.
Per coloro che condividono questa opinione, la pressione del gruppo e la paura di essere ridicolizzati finiscono per indurre a esprimere opinioni che non causano discussioni, evitando l’esposizione.

Dobbiamo aiutare i partecipanti alle sessioni di brainstorming a capire che -qualsiasi- idea può potenzialmente essere utile. Dobbiamo instillare la fiducia nel metodo: durante le riunioni le idee devono essere raggruppate e valutate, mai bocciate a priori.

Francesco Smorgoni

Fondatore di Puntoexe, imprenditore ad Impatto7, creatore del primo metodo in 6 fasi per la semplificazione delle attività dell'Impresa. Speaker e Podcaster

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