Rischio d’Impresa: possiamo contenerlo?

Creare una visione a lungo termine dell’attività della nostra Impresa può rappresentare davvero una battaglia.
Nel tentativo di pianificare un futuro che non possiamo prevedere chiaramente, cerchiamo naturalmente di ridurre l’incertezza e il rischio.

La pura pianificazione, però, può indurci a contrastare approcci più “creativi” che ci potrebbero aprire gli occhi verso nuove opportunità.
Dovremmo imparare anche dall’incertezza; non intendo che sia da ricercare, ma che dovremmo… sfruttarla.

Pensare in modo diverso al futuro richiede apertura al mondo complesso e in rapido movimento che ci si prospetta ogni giorno, la capacità di anticipare situazioni inattese e la volontà -consapevole- di rivalutare costantemente le nostre convinzioni e ipotesi di base.

Pensare al futuro della nostra Impresa in questo modo richiede almeno 3 attitudini:

1. Comprendere i nostri ancoraggi

Le abitudini e l’uso che ne facciamo potrebbero portarci a convivere con visioni e ipotesi “stanche” sulla nostra Azienda.

Sappiamo che le persone hanno pregiudizi naturali favorevoli verso idee e concetti che confermano, piuttosto che contraddire, quello in cui credono. Questi pregiudizi possono sabotare la nostra capacità di accettare aria fresca fra le nostre idee 🙂

Dobbiamo imparare a liberare la nostra mente per generare nuove idee, ben consapevoli che alcuni modelli cognitivi possono plasmare negativamente le nostre ipotesi. Questi limiti ci bloccano impedendoci di  pensare in modi costruttivi e creativi.

Quando pensiamo al futuro della nostra Impresa, chiediamoci se -il modo in cui facciamo le cose qui e adesso” è necessariamente ancora quello ottimale. Incoraggiamo i nostri collaboratori a fare altrettanto.

Dobbiamo insistere e lavorare per creare un ambiente che permetta alle persone di sfidare costantemente le idee che si sono “affastellate” sulla nostra Impresa, sull’organizzazione, sul mercato.

2. Mettere in discussione le convinzioni su cui si basa la nostra organizzazione
Pensare in modo diverso è cambiare il modo in cui guardiamo le cose, significa “aggiornare” uno o più dei nostri modelli mentali.
Per iniziare, indaghiamo su quali siano i più consolidati schemi che noi ed i nostri collaboratori stiamo utilizzando.
Semplicemente, proponiamo una sorta di “audit delle convinzioni”; un’intervista o un sondaggio fra colleghi per capire le loro idee sulla situazione attuale della nostra Impresa e della sua organizzazione.

Consideriamo queste domande:

  • Quali sono le principali ipotesi chiave delle attività quotidiane? Quali le “regole” stabilite ed in vigore in base alle quali l’ufficio o il reparto generalmente operano? Quali valori fondamentali sono “acquisiti”?
  • Quali sono alcune delle tue convinzioni sulla nostra organizzazione e cosa le rende efficaci in questo momento? In quali aree la nostra Impresa, a livello organizzativo, dedica troppo o troppo poco tempo e risorse?
  • Qual è il mercato, il consumatore/cliente tipo, della nostra Impresa in base all’esperienza e attività odierne? Ci sono modi in cui potrebbe essere ridefinito?
  • Se il lavoro di ciascuno e quello dell’Impresa non esistessero, quale differenza farebbe per il mondo? Cosa mancherebbe? (impegnativa… lo so).

Sono solo domande di esempio: dovremmo svilupparne altre in base alla situazione attuale della nostra Azienda.

Mettere in discussione la nostra situazione attuale può aprire strade al pensiero creativo e laterale.
“Mettere in discussione” è sinonimo di consapevolezza e forza. Se sapremo spingere il cambiamento, questo diverrà evoluzione.
L’Impresa non può restare immobile. Muore.

3. Utilizzare il “pensiero prospettico” per valutare le tendenze
Assumiamo -finalmente- una prospettiva espansiva ed a lungo termine! Dobbiamo tassativamente essere aperti a tutte le possibilità e pienamente consapevoli di ciò che sta accadendo sia all’interno che all’esterno della nostra Impresa e del nostro ambiente lavorativo.

Le tendenze del settore possono avere un grande impatto sulla nostra attività e fornire nuove opportunità per guadagnare vantaggi competitivo.
Ma sono i mega-trends – i grandi cambiamenti sociali, economici, politici, ambientali o tecnologici – ad avere un impatto fondamentale su una vastissima schiera di settori. Questi possono essere uno strumento molto utile per contribuire a stimolare nuove opportunità.

I mega-trends influenzeranno la nostra azienda, i nostri clienti, la concorrenza, così come la nostra famiglia e la nostra comunità.

Proviamo a identificare un elenco di problemi che riteniamo probabile si svilupperanno in un periodo di tempo relativamente lungo (ad esempio, da 3 a 5 anni, anche se diversi settori potrebbero avere tempi più lunghi o brevi) e che potrebbero avere un impatto forte e di vasta portata sulla nostra attività.
Quali sono le nostre risposte strategiche?
Quindi affiniamo la lista chiedendoci “quali trend potrebbero rappresentare stimoli fondamentali per plasmare il futuro della mia Impresa?”, “Quali sono alcune delle tendenze -apparentemente- irrilevanti che potrebbero finire con l’essere sorprendentemente critiche?”

Dobbiamo riflettere sui molti modi in cui potremmo sfruttare i mega- trends per creare nuove opportunità per la nostra Azienda e la nostra organizzazione.
Portiamoci oltre e valutiamo quale di queste tendenze la nostra Impresa sarebbe meno pronta ad affrontare.

Ci sono trends proprio in fronte a noi che non abbiamo ancora capito e affrontato?

***

Pensare in modo diverso al futuro non consiste solo nel leggere tendenze e mega-trends.
Significa mantenere sempre viva quell’atmosfera di dubbio rispetto ad ogni scelta e valutazione. Questo ci permetterà di guardare la realtà ed il futuro in modi nuovi, per essere meglio preparati all’incertezza.

Pensare creativamente al futuro significa abbracciare l’incertezza, piuttosto che cercare di rimuoverla.

Francesco Smorgoni

Fondatore di Puntoexe, imprenditore ad Impatto7, creatore del primo metodo in 6 fasi per la semplificazione delle attività dell'Impresa. Speaker e Podcaster

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